Next generation Classroom - Progetto ORFEO


ORFEO significa:

Ospitare, accogliere e includere

Ricercare e innovare

Formare

Educare e istruire

Orientare

e rappresenta la missione a cui la nostra scuola è chiamata. Il progetto ORFEO è per una scuola innovativa, anzi una "scuola nuova", che grazie all'autonomia riesce a realizzare questo percorso educativo al suo interno durante il primo ciclo di studi. Come Orfeo è la straordinaria opera prima di quella che sarà l'opera lirica, inventata a Mantova nel 1600 da Claudio Monteverdi, così il progetto Orfeo aspira a riprendere questo carattere creativo e visionario e non solo innovativo.

Il progetto insomma, non si limiterà a "svecchiare", "adattarsi ai cambiamento" o "imitare modelli", ma aspira a realizzare qualcosa di realmente “nuovo”.

Il percorso innovativo è infatti già in atto dal passato triennio con l’organizzazione compatta dell'orario in unità biorarie e la conseguente riduzione del numero di discipline giornaliere, prediligendo come obiettivo la didattica trasversale per temi e per competenze a quella tradizionale. Il percorso di riflessione didattica ha portato parallelamente ad una revisione del curricolo d’istituto e avviato un processo di rielaborazione dei criteri e dei protocolli di valutazione.

Grazie al consistente investimento ricevuto col PNRR questo percorso intrapreso potrà proseguire anche attraverso un'innovazione infrastrutturale realizzando per la nostra scuola aule e spazi di lavoro tematici e dedicati sia per la scuola secondaria che per la scuola primaria. La scuola potrà finalmente compiere un salto di qualità nell'ambito di strutture, tecnologia e, conseguentemente, formazione. Gli obiettivi ambiziosi del piano si svilupperanno su più assi di investimento e la possibilità di trasformare le aule tradizionali in ambienti innovativi e stimolanti, con la realizzazione di spazi polifunzionali orientati alla creatività, rappresentano il primo passo per supportare nuovi modi di insegnare, apprendere e valutare.

La sfida che la scuola raccoglie è quella dello spazio come "terzo educatore", nella convinzione che la qualità degli ambienti vada di pari passo con la qualità degli apprendimenti: grazie alle tecnologie digitali che sfruttano le opportunità offerte da ICT e nuovi linguaggi, si sosterrà l'innovazione didattico-metodologica con la realizzazione di idee volte a rivoluzionare l'organizzazione del Tempo e dello Spazio del fare scuola.

La possibilità di utilizzare i fondi anche per arredi ed adattamenti edilizi permetterà di predisporre ambienti innovativi, accoglienti ed allo stesso tempo esteticamente pregevoli.

Un piano di formazione ad hoc, già iniziato nel triennio appena concluso, sosterrà tale innovazione, focalizzandosi su metodologie come digital storytelling, flipped classroom, didattica immersiva, coding e robotica, con l'ausilio degli strumenti più all'avanguardia, con quello cioè che riteniamo indispensabile per sviluppare, con i nostri ragazzi, creatività, problem solving e un approccio pratico ed esperienziale alla conoscenza.

L'ausilio, utile ma non invasivo, della tecnologia, consentirà di adottare e sperimentare metodologie basate sulla cooperazione e sulla condivisione di risorse, al fine di sviluppare ed applicare buone pratiche che coinvolgano non soltanto i docenti, ma anche gli studenti e in generale la comunità scolastica.

Ambienti che si intendono realizzare

Grazie ai fondi PNRR Piano Scuola 4.0 intendiamo realizzare, all’interno dell’istituto, una vera Rivoluzione: passeremo infatti alla Didattica per ambienti di apprendimento, dedicando aule e laboratori didattici a materie e obiettivi d’apprendimento specifici e riorganizzando l’istituto in modo che siano i ragazzi a ruotare e a spostarsi nella scuola tra un’unità bioraria e l’altra. Le aule diventeranno disciplinari, restituendo ad ogni dipartimento una dimensione laboratoriale e sviluppando autonomia e responsabilizzazione nei vari gruppi di lavoro. Ogni docente ed ogni dipartimento modelleranno le aule su esigenze concrete e specifiche di insegnamento.

In particolare andremo a intervenire fisicamente su 17 ambienti di apprendimento che renderemo estremamente innovativi, ma la rivoluzione metodologica avrà ovviamente impatto su tutto l’istituto; lavoreremo su configurazioni flessibili, rimodulabili all’interno dei vari ambienti, in modo da supportare, anche all’interno di aule caratterizzate per disciplina, l’adozione di metodologie d’insegnamento innovative e variabili.

Il progetto sarà volto principalmente all’acquisizione di nuove tecnologie, in quanto, per gli arredi, partiremo dalle ottime e diffuse dotazioni già in essere nell’istituto, acquisite grazie ai finanziamenti PON e PNSD precedenti: intendiamo andare a riutilizzare gli arredi già presenti, già flessibili e che permettono la rimodulazione del setting delle aule, anche se oggi non vengono utilizzati pienamente in tal senso.

Agli arredi esistenti e ai setting di aula rinnovati, andremo ad unire una dotazione tecnologica diffusa. Sarà anche ampliata la dotazione di dispositivi personali a disposizione di studenti e docenti, che saranno posti su carrelli mobili per la ricarica, la salvaguardia e la protezione degli stessi, dotati di sistemi di ricarica intelligente per il risparmio energetico. In tutte le aule saranno poi previste dotazioni “caratterizzanti” di base, per potenziare a largo raggio le competenze disciplinari più strettamente legate alla materia che vi si svolgerà. Nel dettaglio i setting d’aula che andremo a creare saranno relativi alle aree disciplinari di riferimento e cioè:

  • Ambienti di apprendimento tematici per aree umanistiche e scientifiche che ogni singola classe, a rotazione settimanalmente, potrà utilizzare per approfondimenti ed attività laboratoriali collaborative;
  • Ambienti di apprendimento STEAM per esplorare e consolidare le potenzialità, in ambito educativo, delle discipline scientifiche e artistiche realizzati  con l'obiettivo di implementare, anche in autonomia, contenuti in realtà aumentata arricchite con supporti digitali (computer e software), dove si potranno sviluppare modelli 3D da implementare, successivamente, con l'uso di stampante 3D;
  • Ambienti di apprendimento per le attività espressive e creative, per videomaking e grafica digitale, con arredi e tecnologia adeguati (computer, impianto stereo e video, software dedicati);

 

Innovazioni organizzative, didattiche, curricolari e metodologiche

Le nostre aule saranno caratterizzate da mobilità e flessibilità, ovvero dalla possibilità di cambiare la configurazione sulla base delle attività disciplinari e delle metodologie didattiche adottate da ciascun docente. Gli studenti ruoteranno all’interno degli ambienti tra un’unità bioraria e l’altra, trovandos sempre in ambienti di apprendimento nuovi che faciliteranno la rinascita continua della concentrazione. 

Le nuove tecnologie acquisite, ci permetteranno di promuovere e sviluppare, nelle ore curricolari, la didattica esperienziale e attività cooperative e collaborative, in cui gli studenti lavoreranno su progetti in modo attivo, per arrivare a potenziare all’interno di ciascuna aula anche problem posing e problem solving. Andremo poi a potenziare le competenze digitali della popolazione scolastica,consentendo l’accesso attivo e consapevole alle risorse digitali: questo non per arrivare a delle conoscenze da considerarsi fine ultimo, quanto per apprendere un modo di accedere al digitale e di viverlo in modo consapevole, sicuro, critico.

La produzione di contenuti digitali che metteremo in atto grazie ai nuovi strumenti, infatti, comporta un bagaglio di competenze e strumenti molto articolato e complesso e richiede competenze adeguate, che vanno al di del semplice utilizzo di applicazioni specifiche. Occorrono competenze tecnologiche e operative, ma anche competenze logiche, computazionali, argomentative, semantiche e interpretative. L’aspirazione è quella di trasformare i nostri studenti, da consumatori a “produttori” di contenuti e architetture digitali. Essenziale è che i nuovi ambienti creati abbiano al centro gli studenti, in modo che possano esprimersi nel modo a loro più congeniale, frammentando le conoscenze acquisite in blocchi elementari e modulari con cui costruire, ognuno, il proprio sapere.

Una delle sfide formative forse più impegnative che abbiamo davanti è infine relativa allo sviluppo delle capacità necessarie per reperire, comprendere, descrivere, utilizzare, produrre informazione complessa e strutturata, tanto nell’ambito scientifico e tecnologico quanto in quello umanistico e sociale.

La programmazione delle singole discipline sarà infine integrata con le modifiche necessarie ad includere nel curricolo metodologie innovative e nuovi contenuti.

Un piano di formazione strutturato, il mutual learning fra i docenti, gli scambi di buone pratiche e metodologie connesse, la diffusione e documentazione delle azioni didattiche, sarà il valore aggiunto derivante dalla trasformazione degli ambienti di apprendimento.

 

 

Misure di accompagnamento 

La scuola si pone l'obiettivo, mediante questi specifici fondi del PNRR, di implementare buone pratiche metodologico- didattiche da poter sviluppare e migliorare nel tempo, grazie anche all'ausilio degli acquisti tecnologici previsti.

Una rivoluzione come questa ha bisogno di competenze diffuse: per perseguire tale scopo, si rende necessaria una formazione adeguata, a partire dai docenti che hanno dimostrato maggiore sensibilità alle innovazioni proposte per essere poi allargata a tutto il personale dell’istituto. Tale formazione sarà continua, sia esterna che interna, con la ricaduta di buone pratiche da seguire ed emulare.

Tra le misure di accompagnamento, è prevista la pubblicizzazione di tali pratiche didattiche che saranno raccolte e rese fruibili alla comunità scolastica.